Per rifare il Becherhaus, il rifugio più alto dell'Alto Adige, ogni trave e ogni sacco di cemento è salito in elicottero fino a quasi 3.200 metri. Allo stadio Druso di Bolzano, casa dell'FC Südtirol, sotto il manto sintetico corre un riscaldamento che in Europa non ha eguali. Dietro progetti così c'è sempre lo stesso nome: Mader.
Tutto comincia nel 1986, in un garage di Vipiteno, con gli impianti idrosanitari di Peter Paul Mader. Oggi il gruppo, con circa 450 collaboratori, costruisce, vende immobili, realizza impianti elettrici e industriali e produce energia con il teleriscaldamento; dal 2019 scommette anche sull'idrogeno.
“Ho cercato di fare di ogni mia azienda un motoscafo, agile e veloce, - racconta - alla fine ne è nato un grande insieme che funziona.” Mader è un uomo di contrasti: spinge le sue aziende verso il BIM e la realtà virtuale, ma al Feuerstein — ex ostello in Val di Fleres, oggi tra i family resort più amati d'Europa, riporta i bambini liberi nella natura secondo Montessori. Accanto a lui, da oltre vent'anni, c'è il figlio Florian: anima tecnica, guida le società tecnologiche del gruppo e porta in cantiere i macchinari più moderni. Il suo capolavoro, però, è il marchio: in una terra dove le imprese restano discrete, ha trasformato un'azienda di impianti in un brand, con slogan che i concorrenti imitano. La stessa forza la mette nell'employer branding: mentre molti cercano tecnici invano, Mader conta oltre 35 apprendisti.
Padre visionario, figlio innovatore. "Il successo sta nel fare", dice Florian. A Vipiteno lo prendono alla lettera.
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